Il mio partner mi ha lasciata. Come posso superare questo momento?

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    Giulyy
    Utente
    Ciao a tutte,
    Vorrei condividere con voi un aspetto della mia vita che ha avuto un impatto profondo sulle mie relazioni: l’endometriosi che spesso va oltre il dolore fisico e si insinua nelle pieghe delle nostre interazioni quotidiane. Purtroppo ha inclinato i rapporti con il mio partner facendo si che lui mi lasciasse… mi ha detto che non riusciva a starmi vicino in questa mia condizione.
    Vorrei chiedervi se qualcuna di voi ha vissuto esperienze simili e se avete consigli su come affrontare questa situazione… Sono aperta a qualsiasi suggerimento che possa aiutarmi ad attraversare questa fase della mia vita. Grazie in anticipo per la vostra condivisione e sostegno!!
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      Bea_
      Utente
      Ciao, mi dispiace molto che tu stia attraversando questo momento così doloroso. Secondo me parlarne e cercare di metterti in contatto con persone che magari hanno avuto il tuo stesso trascorso, sicuramente aiuterebbe. Dal mio punto di vista, chi non è in grado di sostenerci e aiutarci durante la malattia, non sarà in grado di farlo in qualsiasi altra situazione ci si potrà trovare in futuro, sia come coppia che come persona. Capisco che possa fare male, ma forse dobbiamo accettare che l’amore e l’affetto spesso non bastino, serve anche altro, compreso il supporto incondizionato, sia nei momenti felici che nei periodi più difficili. Come ben sappiamo l’endometriosi ci accompagnerà sempre, perciò le prime a cui dobbiamo dare ascolto e amore siamo noi stesse e a volte bisogna fare scelte dolorose e accettarne altrettante… Però in alcuni casi credo ci si senta soli anche con un partner, soprattutto quando non veniamo capite e/o sostenute.
      M.G
      Utente
      Io posso capirti. A causa dei dolori durante i rapporti, il mio ragazzo mi ha lasciata perché non riuscivamo a trovare una soluzione e all’epoca non sapevo di soffrire di endometriosi.

      È stato orribile scoprire poi che la mia malattia avesse rovinato un legame così bello e ormai non più recuperabile.

      Però ho capito che prima di pretendere che qualcun altro accetti la mia condizione, devo farlo io al 100% e solo così potrò spiegare, condividere e coinvolgere un’altra persona nella mia vita (e di conseguenza nel mio problema) e soprattutto è importante scegliere persone che siano in grado di capirci anche sotto questo aspetto, che ci vogliano davvero bene nonostante la “fatica” nello starci vicino.

      Perché dopo due anni posso dirti che non è stata colpa mia (l’ho pensato tanto), è stato così, forse la mia malattia ha fatto emergere anche aspetti di lui che magari non avrei scoperto o ho potuto capire fino a che punto lui era disposto a starmi vicino.

      Amati e soprattutto pretendi di essere amata così come sei.

      Non posso dirti che troverai sicuramente una persona perché io non l’ho ancora incontrata ma sono sicura che lì fuori ci siano uomini o donne pronte e pronti ad accoglierti e amarti così come sei.
      <p style=”text-align: center;”>Nel mio messaggio ho fatto sempre riferimento ad un partner di genere maschile perché stavo parlando della mia storia personale.</p>

      <h5>ciao, posso immaginare il dolore che  stai passando, l’unico consiglio che posso darti è che se non è stato in grado di starti vicino nel combattere l endometriosi e allora forse in un punto è stato meglio. Io posso dirti che io ho 21 anni soffro di endometriosi profonda,adenomiosi e vulvodinia, sto aspettando per fare un intervento chirurgico abbastanza pesante purtroppo e io non ho rapporti col mio ragazzo da 8 mesi e lui non me l ha mai fatto pesare, anzi è sempre vicino a me, a darmi sostegno e forza. Questo per dirti che chi ti ama veramente ti starà accanto anche nei momenti più difficili come nel nostro caso l endometriosi. Troverai qualcuno che ti amerà veramente, e cerca sempre di avere forza, piangi ora per poi essere più forte, fidati troverai  anche tu qualcuno che ti starà accanto come si deve  e sopratutto l uomo che ti sostiene anche quando tu vorresti mollare tutto </h5>
      MariannaP
      Utente
      Carissima Giuly, ti sono vicina con i miei pensieri e le mie energie positive. Credo che anche la persona più attenta, più amorevole al mondo non potrà mai comprendere il dolore che ci portiamo dentro e le ferite che sanguinano quotidianamente. Chi ci sta intorno è umano, imperfetto come noi, e se capisce che non è in grado di farsi carico anche di parte del nostro fardello, è un bene che vada via. All’ inizio ci sembrerà un altro schiaffo della vita, ma sarà la decisione più giusta per la sua e la nostra esistenza.

      Dopo un anno dalla diagnosi e 21 anni di sofferenze senza nome, sto imparando a non sentirmi in colpa se sono tesa, nervosa, giù di morale o stanca. Se ho voglia di restare a casa o di non vedere nessuno. Ho diritto a scegliere finalmente la mia vita, per quanto mi è possibile, dopo che per 21 anni ho dovuto rinunciare alla serenità, anche nelle piccole cose, a causa della nostra bestia. Tu non sei sbagliata, è il destino che ci ha giocato un bruttissimo tiro. Meriti di essere felice anche tu, scegliendo te stessa ogni giorno e mettendo te stessa al centro di ogni giorno. Auguri per la tua vita, Giuly; facciamo tutti il tifo per te!

      Martina87
      Utente
      Cara Giuly,

      ci sono passata anche io tre anni fa. Lui non riusciva a capirmi e a starmi accanto, avevo una brutta depressione causata dalla malattia e dalla terapia ormonale. C’è stato un riavvicinamento quando ho scoperto che la malattia si era ripresentata in maniera più grave a distanza di due anni dall’intervento, ma questo riavvicinamento mi ha solo portato a capire che è meglio stare da soli, anziché avere accanto qualcuno che non è proprio in grado e che non lo sarà mai! La malattia è già difficile di per sé, se ci mettiamo anche tutti i danni collaterali che provoca è necessario circondarsi di persone capaci di amare e di comprendere, altrimenti meglio stare sole!

      Se ti va puoi scrivermi in privato per un confronto, mi farebbe piacere!

      Un abbraccio

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